Sono già venti gli anni che compie la Renault Clio, eppure l’immagine sbarazzina e dinamica continua ad accompagnare anche la più recente versione della piccola francese. Da quella presentazione al salone di Parigi del 1990, l’utilitaria della “Régie” ne ha compiuta di strada, vendendo oltre dieci milioni di esemplari in tutto il mondo e svecchiando di colpo l’immagine un po’ offuscata del marchio Renault. Adesso con la terza generazione sono cresciute le dimensioni, le prestazioni e la tecnologia, ma chi ha sufficiente memoria non può non ricordare la “rivoluzione” che portò nel segmento B la prima versione della Clio.
Una linea moderna e piacevole, sospensioni confortevoli, una ricca dotazione di serie (su alcuni modelli si poteva avere il condizionatore, il servosterzo e gli interni in pelle) e tanti cavalli sulle “16v”: erano queste le caratteristiche che fecero scuola tra le ex-utilitarie. Dopo di lei niente fu più lo stesso, con modelli che per contenuti, dimensioni e prezzo, andarono a far concorrenza a vetture del segmento superiore.

Dunque furono tante le innovazioni portate dalla Clio, nonostante avesse una meccanica più che tradizionale, che annoverava lo schema MacPherson per le sospensioni anteriori, e una classica barra di torsione al posteriore. Anche la scelta dei motori fu abbastanza conservativa, con la gamma che composta dai benzina quattro cilindri a carburatore di 1.1 (49 CV), 1.2 (55 CV), 1.4 (65 e 78 CV), 1.8 (93 CV), e dal diesel di 1.9 (64 CV). Mentre gli allestimenti spaziavano dal modello base e quasi spartano RL, al lussuosissimo Baccara, completo anche di sedili rivestiti in morbido cuoio.
Ben altro spessore, invece, avevano le prestazioni offerte dalle varianti sportive della Clio, che per tenuta e divertimento assicurato sono tuttora considerate delle “piccole bombe” su strada. Si andava dalla 1.8 da 108 CV e 195 Km/h, alla 1.8 16v con 137 CV e 210 Km/h, fino ai 2 litri e 147 CV della cattiva Williams, quest’ultima capace di 215 Km/h e di 7.7 secondi nello 0-100 Km/h. Con simili specifiche, è stato relativamente semplice per la Clio imporsi nelle competizioni automobilistiche, dove con la 1.8 16v prima e con la 2.0 16v dopo, sono state veramente tante le affermazioni nel mondiale Rally, SuperN e Gruppo A.
Dopo aver avuto il merito di far dimenticare la Renault 5, vinto il premio di “Auto dell’anno” nel 1991, e collezionato numerosi successi sportivi, il modello che ha aperto la “saga” lascia la scena nel 1998 alla seconda serie della Clio. Sul nuovo modello le modifiche furono tante, ma la filosofia rimase la stessa, così come il successo commerciale e agonistico. Ma questa è già un’altra storia.