FIAT non salverà Chrysler, parola di analisti

di Alessandro Riso - 19 aprile 2010

chrysler-delta-proto.jpg

La tempesta non sembrerebbe essere passata del tutto per Chrysler, anzi, secondo il parere di alcuni analisti di Bernstein Research, il peggio deve ancora venire.

Nemmeno l’attenta amministrazione Marchionne e la tecnologia FIAT (leggi Multiair), sarebbe sufficiente a invertire la rotta che porta diritta al fallimento.

Pareri discordanti dunque, quelli che vedono il destino del gruppo americano in bilico tra le vendite non proprio rassicuranti dell’ultimo trimestre, e il bilancio relativo allo stesso periodo in netto miglioramento.

Troppo presto per assistere a significativi trapianti di tecnologia FIAT e, stando alle previsioni pessimistiche di Bernstein Research, potrebbe non essere sufficiente per risanare le casse di Auburn Hills. La gamma ridotta, inoltre, non permetterebbe a medio termine di raggiungere l’obbiettivo del 14% del mercato americano, fissato a suo tempo da Marchionne. Attualmente siamo circa al 10%.

Tuttavia esistono ancora margini per uscire dall’impasse. La ricetta, sempre secondo gli stessi analisti, sarebbe quella di chiudere Chrysler e Dodge, mantenendo solo i marchi Jeep e RAM.

Anche gli stabilimenti USA dovrebbero subire una netta riorganizzazione, condividendo le catene di montaggio dei suddetti marchi superstiti, con le vetture Alfa Romeo e Lancia destinate al mercato nord americano.