Brebemi: l’autostrada più cara d’Europa

di Danilo Di Martino - 15 ottobre 2009

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La BreBeMi, acronimo di Brescia, Bergamo e Milano, sarà lunga 62 chilometri e passerà per le tre città rendendo più scorrevole il traffico finora supportato dalla sola “A4″, uno dei tratti più congestionati d’Italia.

Costo totale previsto: 1 miliardo e 611 milioni di euro; dividendoli per i chilometri, sono circa 26 milioni al km. E pensare che in media in Europa se ne spendono meno della metà. Come mai un costo così elevato? E soprattutto ne varrà ogni centesimo?

I lavori sono iniziati il 22 luglio di quest’anno e si prevede che dureranno 42 mesi con l’apertura al traffico per il 1° gennaio 2012, tempi brevi quindi, se paragonati ai cantieri che ormai sono parte integrante di alcuni tratti autostradali come la “Salerno-Reggio Calabria”. In realtà il progetto è stato presentato per la prima volta oltre 10 anni fa, ma solo ora è riuscito a districarsi dalle sabbie mobili della burocrazia italiana, e ovviamente i costi sono aumentati. Ma non solo per questo.

Gran parte dei costi riguarda le cosiddette opere di compensazione, compensazione dei disagi provocati ai paesi attraversati dalla nuova autostrada, e i progetti paralleli alla brebemi, ovvero:

  • messa in sicurezza della “Rivoltana” e della “Cassanese” nel milanese;
  • installazione di pannelli fonoassorbenti per ridurre l’inquinamento acustico;
  • nuovo collegamento da Cremasco al casello di Romano;
  • costruzione di 2 tangenziali per Romano e Treviglio;
  • scavo per la TAV Milano-Brescia.

“Unicuique suum”, a ciascuno il suo; ecco come si spiega l’elevato costo. Lo stato però non dovrà preoccuparsi di queste spese poiché l’opera è completamente finanziata da privati che recupereranno l’investimento con i pedaggi derivati da un flusso stimato di oltre 50 mila veicoli al giorno; ma questa spesa varrà l’impresa? Stando alle parole di Francesco Bettoni, presidente “Brebemi SpA”, non si può pensare diversamente:

Quando saranno terminate sia la Brebemi che la Tav, questa zona della Lombardia diventerà fra le aree più efficienti e competitive d’Europa.

Grandi cifre e grandi aspettative quindi, speriamo che le prime non vengano sperperate e le seconde non vengano deluse come ormai siamo abituati a vedere nel nostro paese.