Presentati al Salone di Parigi 2008 i modelli DRIVe della Volvo. Sono modelli a basso impatto ambientale studiati dalla casa automobilistica svedese per far fronte all’ormai radicata “sete di verde” dell’industria automobilistica.
I modelli interessati da questo “green-restyling” sono la C30, la V50 e la S40.
Su tutti e tre i modelli sono stati equipaggiati motori 1.6 diesel da 110 CV. Grazie a questo downgrade del motore è stato possibile portare i consumi di CO2 sotto i 120 g/Km. In Italia saranno disponibili da novembre al prezzo di: 23.000 ? per la C30, 25.000 ? per la S40 e 26.500 ? per la V50.
Ma la Volvo ha deciso di non fermarsi qui, il Direttore Generale e Presidente di Volvo Cars, Stephen Odell, ha dichiarato che entro un paio d’anni si avranno automobili con emissioni inferiori ai 100 g/Km di CO2. Per poter arrivare a questi livelli verranno implementate le ricerche su aerodinamica, sospensioni e sulle trasmissioni. Ma si parla sempre di auto Diesel.
Magnus Jonsson, Vicepresidente e capo del settore Ricerca e Sviluppo di Volvo Cars, ha parlato anche di una micro-ibrida dotata del sistema start-stop. Grazie a questo accorgimento, quando il veicolo è fermo, viene spento il propulsore a combustione interna permettendo un risparmio in termini di carburante del 5%. Oltre a questo, spiega Jonsson, sarà introdotto nei circuiti produttivi delle nuove Volvo anche il motore GTDi. Questo motore turbo a iniezione diretta permette di passare da 5 a 4 cilindri senza perdita di potenza, ma con un abbattimento delle emissioni dell’ordine del 20%. Parte fondamentale di questo ibrido sarà l’utilizzo dei motori elettrici direttamente nelle ruote. Particolarità già vista in qualche schizzo di future Volvo, in questo caso verranno usati due propulsori sulle ruote posteriori bilanciati elettronicamente con il motore principale.
Ultimo passo, previsto per date dopo il 2011 sarà un’ibrida plugin da ricaricare comodamente durante la notte come fosse un cellulare, permettendo un’autonomia di circa 100 Km. Nel caso questo non sia possibile potremo sempre far si che sia il motore a combustione interna a ricaricare le batterie.