CODACONS: “Abolire l’obbligo dell’RC Auto”

di Giuseppe Cutrone - 11 novembre 2010

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Abolire l’obbligo dell’RC Auto per difendersi dai troppi aumenti. Una proposta che farà discutere parecchio quella del CODACONS, che ha lanciato l’idea come risposta alle tante lamentele arrivate dagli automobilisti e dovute ai continui rincari delle tariffe che si registrano regolarmente un po’ in tutta Italia.

L’associazione che tutela i diritti dei consumatori è stata infatti sommersa, in particolare negli ultimi tempi, dalle proteste di moltissimi automobilisti, indignati per i continui aumenti della polizza RC Auto al punto da non riuscire a più tollerare simili spese. Una situazione difficile in tutte le regioni, che sembra avere i suoi effetti più evidenti soprattutto al Sud.

Per questo motivo il CODACONS ha presentato una denuncia all’ISVAP, l’istituto che vigila sulla trasparenza del settore assicurativo privato, lanciando inoltre quella che sembra comunque una provocazione relativamente alla già citata abolizione dell’obbligo dell’RC auto, come spiega il presidente Carlo Rienzi:

La questione è molto semplice: da un lato gli automobilisti sono obbligati a sottoscrivere una polizza per la loro auto, dall’altro ci sono le compagnie assicurative che dettano i prezzi come pare a loro, lasciando gli utenti in uno stato di schiavitù dal quale potrebbero uscirne solo se la polizza di responsabilità civile non fosse più obbligatoria.

Da parte sua, l’ISVAP ha confermato che le compagnie assicuratrici hanno totale libertà per quanto riguarda le tariffe applicate, garantendo comunque che ogni comportamento illecito viene punito tramite sanzioni.

Rassicurazioni che, però, non sembrano calmare gli automobilisti, i quali, in molti casi, si sono trovati a pagare delle tariffe con aumenti pari al 25% in più, in media, rispetto al prezzo dell’anno precedente, con punte di rincari che hanno toccato quota +28,7%.

Insomma la situazione è effettivamente difficile per quelle famiglie che hanno necessità di assicurare più di un veicolo, famiglie che si trovano annualmente a dover affrontare una spesa non di poco conto che influisce non poco sui bilanci domestici, specie se si risiede in regioni del Sud come Calabria, Campania e Puglia, dove si registrano le tariffe più alte.

Dal canto loro, le compagnie si difendono tirando in ballo gli alti costi sostenuti per i risarcimenti degli incidenti in quelle regioni, ricordando inoltre il problema delle truffe a loro danno, che nel Meridione raggiungono numeri sensibilmente più elevati che nel resto d’Italia.