Minacce per Sergio Marchionne, si pensa alle Brigate Rosse

di Davide Falanga - 10 gennaio 2011

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La stella a cinque punte fa nuovamente capolino. Ancora una volta, affiancata da minacce nei confronti di un personaggio pubblico di rilievo. A finire nel mirino delle preseunte Brigate Rosse questa volta è Sergio Marchionne, amministratore delegato di FIAT, al centro dell’attenzione mediatica nelle ultime settimane per le note vicende legate al referendum di Mirafiori che si terrà nei prossimi giorni.

Proprio il referendum sembra essere il motivo che ha spinto a tale gesto, con tre messaggi inequivocabili comparsi per le strade di Torino e che recitano “Marchionne fottiti”, “Non siamo noi a dover diventare cinesi” e “Ma i lavoratori cinesi a diventare come noi”. La posizione di coloro che hanno firmato i messaggi con la vernice rossa e con la stella a cinque punte è dunque di assoluta opposizione nei confronti della proposta avanzata da Marchionne.

La Questura di Torino ha però predicato prudenza nell’associare tale simbolo alle BR, in quanto non v’è ancora alcuna certezza della matrice del gesto. Il simbolo della stella a cinque punte potrebbe essere stata utilizzata semplicemente per dare maggiore rilievo alla vicenda, senza però alcun collegamento con il gruppo terroristico.

Fiom e Cgil, coinvolte anch’esse nella questione di Mirafiori e finora contrarie alla proposta di Marchionne, hanno prontamente inviato messaggi di solidarietà all’AD di Fiat, invitando a non cadere in provocazioni in questo difficile momento. La tensione dunque è massima, in attesa del referendum che si terrà tra il 13 ed il 14 Gennaio.