L’idea è venuta al mondo sotto forma di tesi scolastica, la cui finalità era quella di voler dimostrare che ambiente e alte prestazioni possono andare d’accordo. Allora ecco prendere vita in 3D la Splinter, supercar in grande parte costruita in legno. Padre del progetto lo statunitense Joe Harmon che si è messo già a lavoro per la sua realizzazione nel Nord Carolina.
Il telaio è in legno laminato del Kentucky. La forma ricorda molto quella della Pagani Zonda incrociata con le linee tagliate e nette tipiche delle Lamborghini. Per il posizionamento centrale del motore è stata scelta una configurazione simile a quella della Corvette C5 ottenendo così un bilanciamento ottimale del peso.
Questa scelta ha però influito sullo spazio per il pilota, recuperato utilizzando, per le gambe, lo spazio tra la sospensione anteriore e il pianale. È proprio la sospensione a stupire perché completamente in legno. “La sua forma ad arco” permette di attutire molto bene gli urti del veicolo. Idea presa in prestito dalla vecchie carrozze del secolo scorso che utilizzavano sospensioni identiche anche se di gran lunga meno performanti.
Le ruote, composte parzialmente da legno, sono di 19” anteriormente e 20” posteriormente.
L’unica parte non in legno ma in alluminio è il motore (se non per il coperchio delle testate): un 8 cilindri Northstar 32 valvole da 4.6 litri di cilindrata e due compressori Roots, in grado di erogare circa 600 CV; la trazione è al retrotreno, mentre il cambio è un 6 marce manuale, con differenziale Getrag a slittamento limitato.
Le misure della Splinter concept sono 4,43 metri di lunghezza e 2,08 metri di larghezza.
Il telaio è già stato in gran parte realizzato come anche le sospensioni e parte delle ruote. Per poter maneggiare il legno vengono utilizzate varie tecniche riportate su una sezione specifica del sito ufficiale. Elemento cruciale è la colla per assemblare le varie parti. Ne vengono usate di diversi tipi alcune anche di derivazione aerospaziale a base di PVAs, UF o poliuretano.
Quello che forse lascia perplessi è il fattore sicurezza e quello dell’infiammabilità . Ovviamente una vettura in legno potrebbe non essere in grado di rispettare i limiti tanto ferrei della sicurezza odierni, ma come riportato dall’autore sul sito:
“Non stiamo provando a vendere nulla; non stiamo tentando di salvare il mondo, e non stiamo chiedendo a nessuno di guidare una macchina di legno. Questo progetto scolastico ha come fine quello di esplorare nuovi materiali, imparare, insegnare, condividere idee e stimolare la creatività ”