Autovelox: ecco quando sono regolari per il Codice della Strada

di Noemi Ricci - 6 dicembre 2010

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La scorsa estate è entrato in vigore il nuovo Codice della Strada e ancora sono numerosi i dubbi in merito alla sua applicazione, soprattutto per quanto riguarda gli apparecchi di misurazione della velocità dei veicoli tanto temuti dagli automobilisti.

Stiamo parlando ovviamente dei famigerati Autovelox, le cui novità non sembrano essere state recepite da tutti i Comuni italiani (come è possibile leggere anche nell’approfondimento su Motori.it) e a farne le spese, come spesso avviene, sono i cittadini.

Vediamo però di fare chiarezza per capire cosa dice precisamente la nuova normativa. Per prima cosa, la legge distingue tra le modalità di posizionamento degli apparecchi a seconda delle differenti tipologie di strade sulle quali vengono utilizzati per regolamentarne la velocità.

Nel caso di strade comunali possono essere utilizzati dispositivi fissi omologati per il funzionamento automatico senza la presenza dei vigili e senza la necessità di fermare il veicolo. Ma la legge precisa anche che lo strumento debba essere posizionato in maniera ben visibile agli automobilisti, i quali devono inoltre essere avvisati della sua presenza con dei cartelli posti almeno 80 metri prima.

Sulle strade extraurbane secondarie e sulle strade urbane di scorrimento, prima di posizionare gli Autovelox fissi, i comuni devono fare richiesta di autorizzazione al Prefetto. Questa dovrebbe essere concessa solo per tratti di strada ritenuti a rischio, per i quali sia stato escluso il ricorso a misure più efficaci e la cui pericolosità sia stata comprovata da diversi casi di incidenti.

Per questa tipologia di strade, inoltre, i cartelli che avvisano dell’attività di controllo remoto del traffico devono essere posizionati sia a destra che a sinistra della carreggiata, almeno 150 metri prima dell’effettiva posizione del dispositivo e ad almeno 1 km di distanza dal cartello stradale che impone il limite.

Segnalazioni che devono essere presenti anche nel caso di postazioni mobili, le quali in generale non presentano particolari limitazioni e quindi non necessitano di autorizzazione prefettizia e possono essere usate su tutte le strade urbane, extraurbane e anche autostrade.

L’unica distinzione, nel caso di dispositivi controllati dagli agenti, è che sulle strade urbane, locali e, in generale, quelle non segnalate dal Prefetto, è necessaria la contestazione immediata. Ovviamente i vigili possono sempre dichiararne l’impossibilità nel caso in cui l’apparecchio consenta l’accertamento solo dopo che il veicolo è passato, oppure se non è stato possibile fermare il veicolo in tempo utile, nei modi regolamentari o in sicurezza.

Gli apparecchi mobili posizionati con la presenza degli agenti possono essere alloggiati dentro un’auto in sosta fuori della carreggiata (che però deve avere i lampeggianti blu accesi), ma anche sui cavalletti o su strutture rimovibili.

Sono quindi previsti dei paletti ben precisi a cui le Amministrazioni Locali e gli agenti devono attenersi, in caso contrario, il cittadino ha a disposizione la possibilità di fare ricorso per la multa fatta senza aver assicurato le garanzie di trasparenza e correttezza imposte dal Codice della Strada.