L’effetto FIAT 500 sulle vendite Smart negli USA?

di Giuseppe Cutrone - 6 settembre 2010

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La FIAT 500 di nuova generazione è stata sicuramente uno dei modelli più significativi per il gruppo italiano negli ultimi anni. Uno di quei modelli tanto attesi che si sono rivelati molto forti sul mercato, riuscendo a far registrare numeri importanti dal punto di vista delle immatricolazioni e dando al contempo quell’immagine sbarazzina e moderna che, da sola, ha cambiato forse la percezione del marchio FIAT in Italia e soprattutto all’estero.

Va da sé, pertanto, che un simile impatto sul mercato abbia dato qualche fastidio alle concorrenti dirette, esattamente come potrebbe essere avvenuto negli USA, almeno secondo alcune stime. Al di là dell’Atlantico, infatti, non appare del tutto casuale il calo di vendite della Smart, che è passata dai 139.000 esemplari immatricolati del 2008 ai 114.000 del 2009, per finire ai circa 100.000 stimati entro la fine di quest’anno.

Un trend decisamente al ribasso quindi, che per alcuni osservatori si può spiegare con l’imminente arrivo del “Cinquino” nel continente americano, per un pubblico notoriamente poco incline ad acquistare modelli di dimensioni contenute come una citycar, ma forse convinto, nel caso della vettura italiana, da uno stile e da un fascino che vanno al di là di quanto offerto da Smart e dai suoi due posti secchi.

Qualcuno dice insomma che il fascino della storia non si può replicare per chi, invece, una storia non ce l’ha. E sembra il caso di Smart, simpatica microcar il cui brand non evoca comunque lo stesso appeal della 500, con tutto il rispetto possibile ovviamente.

Negli Stati Uniti forse il pubblico l’ha capito e nonostante Joachim Schmidt, responsabile marketing di Daimler, si aspetti una risalita delle vendite in concomitanza con l’arrivo del nuovo modello di Smart, pare proprio che le premesse per la FIAT 500 siano più che buone, con un pubblico pronto più che mai a portarsi in garage un pezzo di “made in Italy” automobilistico oltre che due posti in più rispetto alla rivale tedesca che, soprattutto per gli americani, fanno sicuramente la differenza.