È arrivato l’autovelox fiscale

di Stefano Fossati - 1 ottobre 2009

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Un nuovo tipo di autovelox fa la sua comparsa in questi giorni sulle strade italiane, ma questa volta gli emuli di Schumacher o i ritardatari cronici sempre pronti a schiacciare l’acceleratore per recuperare possono stare tranquilli: non è a loro che darà la caccia, bensì agli evasori fiscali internazionali.

Non si tratta infatti dei noti e spesso contestati apparecchi utilizzati per accertare gli eccessi di velocità, ma di furgoni della Guardia di Finanza dotati di sensori atti a individuare le auto sospette di importazione o esportazione illecita di capitali o di altri beni di grande valore trasportabili facilmente, come oro, argento e preziosi.

Questo sistema consente di riprendere le targhe dei veicoli in transito, memorizzandole in un database in modo da poter elaborare una “mappa” di movimenti sospetti e segnalare agli agenti un’eventuale auto da controllare.

Come gli autovelox tradizionali, anche questi saranno evidenziati da un cartello in italiano e in inglese che reciterà:

Su questa strada si effettua il monitoraggio del traffico tramite videosorveglianza ai fini dell’accertamento e della repressione dei reati e degli illeciti amministrativi.

Attenzione quindi a chi vuole fare il furbo: infatti la normativa prevede che si possa espatriare solamente con un massimo di 10.000 euro in contanti o altri mezzi di pagamento non tracciabili. Chi dovesse essere scoperto con cifre superiori sarà soggetto all’applicazione di una sanzione amministrativa che va da un minimo di 300 euro fino al 40% dell’importo trasferito (o che si tenta di trasferire) in eccedenza rispetto alla soglia di 10.000 euro.